L’avocado (Persea americana)

La parola avocado (perlopiù invariabile in italiano) è un prestito dall’inglese avocado (plurale avocados: pronuncia [ævəˈkʰɑːdəʊ(z)] o – in inglese americano – [ɑvəˈkʰɑdoʊ(z)]), che a sua volta deriva dallo spagnolo aguacate (pronuncia [aɣwaˈkate]), probabilmente incrociatosi paretimologicamente con abogado, “avvocato”: da confrontare le forme dello spagnolo messicano alvacata e alligato, e soprattutto, nello spagnolo filippino, avocado. In ultima analisi si risale al nahuatl (o azteco) āhuacatl (pronuncia [aːˈwakat͡ɬ]), parola che indica il frutto (la pianta invece si chiama āhuacacuahuitl) e che significa testicolo, per analogia riferita alla forma di quest’organo. Nell’America latina di lingua spagnola è anche chiamato col nome, d’origine chèciua, palta, oppure mamón.
Origine
L’avocado è originario di una vasta zona geografica che si estende dalle montagne centrali ed occidentali del Messico, attraverso il Guatemala fino alle coste dell’Oceano Pacifico nell’America centrale.

Descrizione
L’albero è di taglia media e misura circa 10 metri d’altezza, anche se può raggiungere i 15-20 m.

La chioma è ampia e frondosa ed il tronco è ricoperto di una scorza grigiastra.

Le foglie persistenti, lunghe dai 12 ai 25 cm, sono semplici, ovali e di colore verde.

I fiori misurano 5-10 mm.

Il frutto è una drupa a forma di pera, lunga dai 7 ai 20 centimetri e con un peso che può variare dai 100 ai 1000 g. Presenta un grosso seme centrale di 3-5 cm di diametro. La polpa è di colore giallo verde o giallo pallido, l’epicarpo (o buccia) può essere di colore verde o melanzana, liscio o rugoso.

Coltivazione
L’avocado si adatta a climi tropicali o sub-tropicali e soffre temperature inferiori ai 4 °C.

I maggiori paesi produttori sono, nell’ordine, Messico, Repubblica Dominicana, Colombia, Perù, Indonesia, Kenya, Stati Uniti, Cile e Brasile.

In Italia sì è cominciato a coltivarlo in alcune zone della Sicilia e della Sardegna.

A livello casalingo si può far crescere una bella pianta facendo radicare il seme (a punta in su) nell’acqua, per poi trapiantarlo in terra ben drenata. La procedura risulta molto semplice e di facile successo, tutto quello che occorre è il seme/nocciolo di un avocado, un vasetto di vetro, degli stuzzicadenti. Con l’utilizzo degli stuzzicadenti basterà sistemare il seme metà in acqua e l’atra metà fuori e lasciarlo cosi per qualche settimana fino a quando dal seme nasceranno le radici (in acqua) mentre dalla parte superiore (fuori dall’acqua) nascerà la piantina.
Cultivar e varietà
La P. americana ha una grande distribuzione sul mercato mondiale e ne sono state create numerose varietà.

Ardith: Varietà coltivata sulla fascia costiera di Israele, considerato di ottima qualità, ha la polpa cremosa e la pelle rugosa, di colore verde.
Azul o negro: Pelle sottile e polpa abbondante. Si produce nelle regioni di Tancítaro, Uruapan e Peribán, ma su scala minore delle varietà Hass e Méndez a causa della sua delicatezza nel trasporto a grandi distanze.
Bacón: Originaria di California. Pelle fina e verde brillante.
Carmero: Originaria della regione di El Carmen de Bolívar, Colombia. Pelle verde scuro quando molto matura, liscia, si separa facilmente dalla polpa, la quale è cremosa e senza fibre.
Criollo: Originaria del Messico e Centroamerica. Varietà originale non selezionata. Pelle commestibile molto sottile e scura quando maturo
Edranol: Originaria del Guatemala. Pelle fina, rugosa e verde scuro quando matura.
Ettinger: Pelle sottile, fina e brillante. Uno dei produttori principali è Israele, dove rappresenta il 25 %-30 % delle piantagioni.
Fuerte: Originaria del Messico e Centroamerica. Pelle con asperità, si separa facilmente dalla polpa.
Hass: Originaria di California. Pelle spessa, rugosa, si pela con facilità e presenta un colore scuro quando matura. La polpa è cremosa e senza fibre.
Méndez: Originaria del Messico. Varietà originale. Pelle spessa e rugosa, colore verde scuro quando maturo. La polpa è cremosa e senza fibre. Il nome proviene al suo creatore Carlos Méndez Vega.
Negra de la Cruz: Nota anche come Prada o Vicencio. Originaria del villaggio di Olmué, nella regione di Valparaíso, in Cile, per ibridazione naturale nella quale può aver avuto un’influenza la varietà messicana leucaria. La pelle è color rosso scuro o nera.
Pahua o palto: Pelle spessa e polpa dall’aspetto grasso.
Sharwil (Kona Sharwil): Originario delle isole Hawaii, ne rappresenta la principale produzione di avocado, ma che non può venir esportata sul continente a causa di restrizioni dettata dal USDA. L’albero ha piccole dimensioni, mentre il frutto è dalla pelle verde scura e spessa.
Torres: Varietà originata per ibridazione e selezione a Famaillá, in Argentina.
Proprietà nutrizionali
L’avocado apporta una serie di benefici all’uomo: presenta grassi vegetali che contribuiscono a proteggere il cuore; ha proprietà antinfiammatorie grazie alla vitamina E e C, all’omega-3 e a sostanze nutraceutiche. È molto consigliato anche durante la gravidanza avendo i folati o più semplicemente la vitamina B9.

Rafforza, inoltre, il sistema immunitario e protegge il sistema nervoso grazie all’omega-3 di cui è ricco il frutto.

È indicato come protettivo dai raggi solari e si distingue per le sue proprietà nutritive. Tale frutto è infatti ricco di beta-carotene e glutatione, contiene potassio in quantità maggiori delle banane ed è altamente calorico (circa 250 kcal per frutto).

L’olio di avocado può essere utilizzato sia in campo cosmetico sia alimentare.

Per la cosmesi, l’olio si ottiene per estrazione ed è consigliato l’utilizzo in caso di pelle secca o ruvida. La particolare distribuzione di acidi grassi, caratteristica dell’olio di avocado, lo rende una sostanza capace di migliorare lo stato fisiologico della pelle e capace di ristabilire il film idrolipidico cutaneo.

L’olio di avocado, in campo alimentare, è molto simile all’olio d’oliva; si ottiene per spremitura a freddo o tramite centrifugazione della polpa affinché le proprietà organolettiche non vengano perse.

L’avocado, inoltre, ha una consistenza morbida ed un’elevata quantità di grassi vegetali, per questo motivo può essere un ottimo sostituto del burro anche nella pasticceria vegana.

Tossicità sugli animali
Le foglie, la corteccia, i frutti e i semi dell’avocado sono documentati per essere dannosi su vari animali: gatti, cani, bovini, capre, conigli, ratti, cavie, uccelli, pesci e cavalli possono subire gravi danni (o addirittura morire) se li consumano. La totalità della pianta di avocado contiene infatti un derivato acido grasso tossico, chiamato persina, la quale è in genere innocua per gli umani. In quantità sufficiente, però, può causare dolorose coliche e mastiti nei cavalli, bovini e caprini; se non vengono curati tempestivamente, questi disturbi possono portare anche alla morte dell’animale. Nei cani e gatti, invece, i sintomi di avvelenamento includono irritazione gastrointestinale, vomito e diarrea. Gli uccelli sembrano essere particolarmente sensibili a questo composto tossico: esso infatti provoca loro difficoltà respiratoria, congestione, apatia, perdita del piumaggio, accumulo di liquido intorno al tessuto cardiaco, che può portare ad asfissia, coma e morte.

ATTENZIONE:

Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico

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